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Pasolini: televisione, potere e consumismo

Nov 28, 2025

Overview

Appunti sull’intervento di Pier Paolo Pasolini riguardo a successo, televisione, potere e nuova forma di fascismo consumistico.

Visione del successo e condizione personale

  • Pasolini dichiara di vivere giorno per giorno, senza più “speranze” intese come alibi.
  • Considera il successo un “niente”, l’altra faccia della persecuzione, qualcosa di negativo per un uomo.
  • Il successo può esaltare all’inizio, gratificare alcune vanità, ma subito rivela la sua bruttezza.
  • Avverte la propria posizione pubblica come “brutta e falsa”, anche quando ritrova amici in televisione.
  • Si sente circondato da una grande solitudine, spesso percepito come vittima o incompreso.
  • Sottolinea che grande pessimismo e grande ottimismo sono dialetticamente connessi.

Televisione come medium di massa

  • La televisione è descritta come medium di massa che inevitabilmente mercifica e aliena.
  • Il linguaggio televisivo crea un rapporto tra chi parla e chi ascolta da superiore a inferiore.
  • Tale rapporto è definito “spaventosamente antidemocratico”, anche quando appare democratico.
  • La comunicazione dal video è sempre “ex cathedra”, anche con interlocutori umili o analfabeti.
  • Anche le parole più vere e sincere, attraverso il video, “cadono dall’alto” e assumono un’aura autoritaria.
  • Pasolini vede la televisione come diaframma inutile tra uomo e uomo, che ostacola i rapporti diretti.

Tabella: Caratteristiche attribuite alla televisione

AspettoDescrizione secondo Pasolini
Natura del mezzoMedium di massa che mercifica, aliena e omologa gli individui.
Rapporto emittente–spettatoreDa superiore a inferiore, inevitabilmente autoritario e antidemocratico.
Modalità del discorsoSempre “ex cathedra”, anche quando finge democraticità e vicinanza.
Effetto sulle paroleLe parole cadono “dall’alto”, anche se sincere, e perdono autenticità.
Forza del mezzoPiù forte di ogni intenzione democratica individuale, più feroce degli strumenti tradizionali.
Ruolo politicoStrumento del potere per rassicurare, escludere dalla politica e produrre servilismo.

Censura, autocensura e limiti del discorso pubblico

  • Pasolini dichiara di non poter dire tutto in televisione per motivi legali (vilipendio nel codice italiano).
  • Afferma di praticare anche autocensura, per rispetto verso l’ingenuità o la malizia di alcuni ascoltatori.
  • Sostiene che il problema principale non sia solo la censura diretta, ma la natura stessa del mezzo di massa.
  • Il potere impone un certo modo di parlare; quando gli operai escono dal contesto familiare e dialettale, parlano “come vuole il potere”.
  • Tutto ciò che l’operaio dice verbalmente in un intervento pubblico è visto come determinato dall’alto.
  • L’unico elemento originario rimasto nell’operaio è non verbale: corpo, voce, fisicità.

Ferocia del potere: vecchia e nuova

  • Pasolini distingue una ferocia “all’antica” e una nuova ferocia legata ai nuovi strumenti del potere.
  • Vecchia ferocia: campi di concentramento dell’URSS, schiavitù, democrazie orientali, guerra d’Algeria.
  • Nuova ferocia: strumenti moderni del potere, tra cui spicca la “banalissima televisione”.
  • La nuova ferocia è ambigua, ineffabile, abile, capace di corrompere quasi tutto ciò che tocca.
  • Pasolini afferma di non considerare nulla più feroce della televisione come strumento di potere.

Tabella: Vecchia e nuova ferocia del potere

Tipo di ferociaEsempi citatiCaratteristiche
Ferocia “all’antica”Campi di concentramento URSS, schiavitù, democrazie orientali, AlgeriaViolenza diretta, crudele, esplicita, persiste ma è riconoscibile.
Nuova ferociaTelevisione, nuovi strumenti del potereAmbigua, ineffabile, pervasiva; agisce tramite omologazione e rassicurazione.

Critica alla rappresentazione politica in televisione

  • Pasolini, da telespettatore malato, vede sfilare in TV i principali uomini politici italiani.
  • La televisione trasforma tali politici in “buffoni”, ridicolizzandone i discorsi.
  • I discorsi vengono riassunti o sostituiti da telegrammi ufficiali, percepiti come “idioti”.
  • Ogni espressione ufficiale appare idiota, vuota, priva di verità e autenticità.
  • La televisione presenta tutto dentro un involucro protettore, con tono distaccato e didascalico.
  • Gli eventi sono discussi come già accaduti, osservati da una presunta saggezza rassicurante.
  • Pasolini afferma che tra comunicati televisivi e comunicati radiofonici fascisti non c’è, in sostanza, differenza.
  • Punto centrale: non deve mai trapelare nulla di non rassicurante al telespettatore.

Televisione, piccolo-borghesia e esclusione politica

  • Ideale piccolo-borghese di vita tranquilla e “per bene” domina tutti i programmi televisivi.
  • Le “famiglie giuste” non devono avere disgrazie; questo modello si impone come furia implacabile.
  • Tale ideale si insinua in ogni piega della programmazione televisiva.
  • Il risultato è l’esclusione dei telespettatori dalla partecipazione politica, come sotto il fascismo.
  • C’è sempre “chi pensa per loro”: uomini senza macchia, senza paura, senza difficoltà apparenti.
  • Da questo sistema nasce un clima di terrore che Pasolini dice di vedere negli occhi di annunciatori e intervistati.
  • Non deve essere pronunciata alcuna parola di scandalo; di fatto non può essere detta una parola veramente vera.

Nuovo potere e “vero fascismo” della società dei consumi

  • L’attuale regime è formalmente democratico, diverso dal fascismo storico nei suoi assetti istituzionali.
  • Tuttavia, il potere della civiltà dei consumi produce acculturazione e omologazione profonde.
  • Questa acculturazione distrugge le realtà particolari e differenziate che l’Italia aveva storicamente prodotto.
  • Vengono cancellati i diversi modi di essere uomini sviluppati nelle varie regioni e culture italiane.
  • Pasolini definisce “vero fascismo” il potere della società dei consumi che sta distruggendo l’Italia.
  • Il fascismo storico non era riuscito a ottenere tale omologazione; la società dei consumi sì.

Tabella: Confronto tra fascismo storico e “nuovo fascismo” consumistico

ElementoFascismo storicoPotere della società dei consumi
Forma politicaRegime dichiaratamente autoritario e dittatorialeRegime formalmente democratico, istituzioni democratiche vigenti
Obiettivo culturaleTentativo di creare un’ideologia unica nazionaleAcculturazione e omologazione totale dei modi di vita
Risultato sull’ItaliaNon riesce a omologare completamente le realtà particolariDistrugge realtà particolari, cancella differenze storiche regionali
Mezzo principalePropaganda politica, repressione, radio fascistaTelevisione, consumi, modelli piccolo-borghesi rassicuranti
Definizione pasolinianaFascismo del passato, incompiuto sul piano culturale“Vero fascismo” che oggi sta distruggendo l’Italia

Percezione del cambiamento e senso di irreversibilità

  • Pasolini colloca questa trasformazione negli ultimi 5–10 anni, in un tempo molto rapido.
  • Descrive il processo come un incubo collettivo, durante il quale l’Italia è stata distrutta intorno a noi.
  • Usa immagini di sparizione: l’Italia è “distrutta, parita, sparita” nel giro di pochi anni.
  • Sostiene che solo ora ci si sta forse risvegliando da questo incubo, guardandosi intorno.
  • Conclude amaramente che non c’è più niente da fare, esprimendo un forte senso di irreversibilità.

Dibattito su aristocrazia e solitudine dell’intellettuale

  • Alcuni interlocutori leggono nelle sue parole una sorta di dichiarazione di fede aristocratica.
  • Si parla di “aristocrazia intellettuale” ed “etica”, ceto intellettuale in parte incomunicabile.
  • Un’altra lettura insiste sulla sua solitudine, sul sentirsi vittima o incompreso e rassegnato ai fatti.
  • Un amico ricorda che Pasolini ha sempre avuto una visione non aristocratica, ma profondamente umana dei rapporti.
  • Pasolini ribadisce comunque di non parlare solo di sé, ma della televisione e del potere in sé.

Key Terms & Definitions

  • Televisione come medium di massa

    • Mezzo di comunicazione che raggiunge simultaneamente grandi masse, producendo mercificazione, alienazione e rapporto gerarchico emittente–spettatore.
  • Discorso “ex cathedra”

    • Modalità di parlare dall’alto di una cattedra, con autorità indiscutibile, anche quando mascherata da finta democraticità.
  • Omologazione / acculturazione

    • Processo per cui differenti culture e modi di vita vengono resi uniformi, perdendo specificità storiche e locali.
  • Civiltà dei consumi

    • Sistema sociale basato sull’espansione dei consumi, che impone modelli di vita standardizzati e piccolo-borghesi.
  • “Vero fascismo” (secondo Pasolini)

    • Potere attuale della società dei consumi che, attraverso strumenti come la televisione, distrugge le realtà particolari italiane.
  • Ferocia del potere

    • Capacità del potere di esercitare violenza, sia nella forma tradizionale (campi, guerre) sia in forme nuove, ambigue e rassicuranti.
  • Clima di terrore

    • Situazione in cui nessuno può pronunciare parole scandalose o veramente vere, per paura delle conseguenze.

Action Items / Next Steps

  • Rileggere con attenzione i passaggi in cui Pasolini definisce la televisione più feroce dei vecchi strumenti di potere.
  • Confrontare la sua analisi della società dei consumi con altre critiche contemporanee dei media di massa.
  • Approfondire il rapporto tra omologazione culturale e perdita delle culture locali italiane nel dopoguerra.
  • Discutere in classe se la definizione di “vero fascismo” applicata al consumismo sia condivisibile o eccessiva.