Overview
Appunti sull’intervento di Pier Paolo Pasolini riguardo a successo, televisione, potere e nuova forma di fascismo consumistico.
Visione del successo e condizione personale
- Pasolini dichiara di vivere giorno per giorno, senza più “speranze” intese come alibi.
- Considera il successo un “niente”, l’altra faccia della persecuzione, qualcosa di negativo per un uomo.
- Il successo può esaltare all’inizio, gratificare alcune vanità, ma subito rivela la sua bruttezza.
- Avverte la propria posizione pubblica come “brutta e falsa”, anche quando ritrova amici in televisione.
- Si sente circondato da una grande solitudine, spesso percepito come vittima o incompreso.
- Sottolinea che grande pessimismo e grande ottimismo sono dialetticamente connessi.
Televisione come medium di massa
- La televisione è descritta come medium di massa che inevitabilmente mercifica e aliena.
- Il linguaggio televisivo crea un rapporto tra chi parla e chi ascolta da superiore a inferiore.
- Tale rapporto è definito “spaventosamente antidemocratico”, anche quando appare democratico.
- La comunicazione dal video è sempre “ex cathedra”, anche con interlocutori umili o analfabeti.
- Anche le parole più vere e sincere, attraverso il video, “cadono dall’alto” e assumono un’aura autoritaria.
- Pasolini vede la televisione come diaframma inutile tra uomo e uomo, che ostacola i rapporti diretti.
Tabella: Caratteristiche attribuite alla televisione
| Aspetto | Descrizione secondo Pasolini |
|---|
| Natura del mezzo | Medium di massa che mercifica, aliena e omologa gli individui. |
| Rapporto emittente–spettatore | Da superiore a inferiore, inevitabilmente autoritario e antidemocratico. |
| Modalità del discorso | Sempre “ex cathedra”, anche quando finge democraticità e vicinanza. |
| Effetto sulle parole | Le parole cadono “dall’alto”, anche se sincere, e perdono autenticità. |
| Forza del mezzo | Più forte di ogni intenzione democratica individuale, più feroce degli strumenti tradizionali. |
| Ruolo politico | Strumento del potere per rassicurare, escludere dalla politica e produrre servilismo. |
Censura, autocensura e limiti del discorso pubblico
- Pasolini dichiara di non poter dire tutto in televisione per motivi legali (vilipendio nel codice italiano).
- Afferma di praticare anche autocensura, per rispetto verso l’ingenuità o la malizia di alcuni ascoltatori.
- Sostiene che il problema principale non sia solo la censura diretta, ma la natura stessa del mezzo di massa.
- Il potere impone un certo modo di parlare; quando gli operai escono dal contesto familiare e dialettale, parlano “come vuole il potere”.
- Tutto ciò che l’operaio dice verbalmente in un intervento pubblico è visto come determinato dall’alto.
- L’unico elemento originario rimasto nell’operaio è non verbale: corpo, voce, fisicità.
Ferocia del potere: vecchia e nuova
- Pasolini distingue una ferocia “all’antica” e una nuova ferocia legata ai nuovi strumenti del potere.
- Vecchia ferocia: campi di concentramento dell’URSS, schiavitù, democrazie orientali, guerra d’Algeria.
- Nuova ferocia: strumenti moderni del potere, tra cui spicca la “banalissima televisione”.
- La nuova ferocia è ambigua, ineffabile, abile, capace di corrompere quasi tutto ciò che tocca.
- Pasolini afferma di non considerare nulla più feroce della televisione come strumento di potere.
Tabella: Vecchia e nuova ferocia del potere
| Tipo di ferocia | Esempi citati | Caratteristiche |
|---|
| Ferocia “all’antica” | Campi di concentramento URSS, schiavitù, democrazie orientali, Algeria | Violenza diretta, crudele, esplicita, persiste ma è riconoscibile. |
| Nuova ferocia | Televisione, nuovi strumenti del potere | Ambigua, ineffabile, pervasiva; agisce tramite omologazione e rassicurazione. |
Critica alla rappresentazione politica in televisione
- Pasolini, da telespettatore malato, vede sfilare in TV i principali uomini politici italiani.
- La televisione trasforma tali politici in “buffoni”, ridicolizzandone i discorsi.
- I discorsi vengono riassunti o sostituiti da telegrammi ufficiali, percepiti come “idioti”.
- Ogni espressione ufficiale appare idiota, vuota, priva di verità e autenticità.
- La televisione presenta tutto dentro un involucro protettore, con tono distaccato e didascalico.
- Gli eventi sono discussi come già accaduti, osservati da una presunta saggezza rassicurante.
- Pasolini afferma che tra comunicati televisivi e comunicati radiofonici fascisti non c’è, in sostanza, differenza.
- Punto centrale: non deve mai trapelare nulla di non rassicurante al telespettatore.
Televisione, piccolo-borghesia e esclusione politica
- Ideale piccolo-borghese di vita tranquilla e “per bene” domina tutti i programmi televisivi.
- Le “famiglie giuste” non devono avere disgrazie; questo modello si impone come furia implacabile.
- Tale ideale si insinua in ogni piega della programmazione televisiva.
- Il risultato è l’esclusione dei telespettatori dalla partecipazione politica, come sotto il fascismo.
- C’è sempre “chi pensa per loro”: uomini senza macchia, senza paura, senza difficoltà apparenti.
- Da questo sistema nasce un clima di terrore che Pasolini dice di vedere negli occhi di annunciatori e intervistati.
- Non deve essere pronunciata alcuna parola di scandalo; di fatto non può essere detta una parola veramente vera.
Nuovo potere e “vero fascismo” della società dei consumi
- L’attuale regime è formalmente democratico, diverso dal fascismo storico nei suoi assetti istituzionali.
- Tuttavia, il potere della civiltà dei consumi produce acculturazione e omologazione profonde.
- Questa acculturazione distrugge le realtà particolari e differenziate che l’Italia aveva storicamente prodotto.
- Vengono cancellati i diversi modi di essere uomini sviluppati nelle varie regioni e culture italiane.
- Pasolini definisce “vero fascismo” il potere della società dei consumi che sta distruggendo l’Italia.
- Il fascismo storico non era riuscito a ottenere tale omologazione; la società dei consumi sì.
Tabella: Confronto tra fascismo storico e “nuovo fascismo” consumistico
| Elemento | Fascismo storico | Potere della società dei consumi |
|---|
| Forma politica | Regime dichiaratamente autoritario e dittatoriale | Regime formalmente democratico, istituzioni democratiche vigenti |
| Obiettivo culturale | Tentativo di creare un’ideologia unica nazionale | Acculturazione e omologazione totale dei modi di vita |
| Risultato sull’Italia | Non riesce a omologare completamente le realtà particolari | Distrugge realtà particolari, cancella differenze storiche regionali |
| Mezzo principale | Propaganda politica, repressione, radio fascista | Televisione, consumi, modelli piccolo-borghesi rassicuranti |
| Definizione pasoliniana | Fascismo del passato, incompiuto sul piano culturale | “Vero fascismo” che oggi sta distruggendo l’Italia |
Percezione del cambiamento e senso di irreversibilità
- Pasolini colloca questa trasformazione negli ultimi 5–10 anni, in un tempo molto rapido.
- Descrive il processo come un incubo collettivo, durante il quale l’Italia è stata distrutta intorno a noi.
- Usa immagini di sparizione: l’Italia è “distrutta, parita, sparita” nel giro di pochi anni.
- Sostiene che solo ora ci si sta forse risvegliando da questo incubo, guardandosi intorno.
- Conclude amaramente che non c’è più niente da fare, esprimendo un forte senso di irreversibilità.
Dibattito su aristocrazia e solitudine dell’intellettuale
- Alcuni interlocutori leggono nelle sue parole una sorta di dichiarazione di fede aristocratica.
- Si parla di “aristocrazia intellettuale” ed “etica”, ceto intellettuale in parte incomunicabile.
- Un’altra lettura insiste sulla sua solitudine, sul sentirsi vittima o incompreso e rassegnato ai fatti.
- Un amico ricorda che Pasolini ha sempre avuto una visione non aristocratica, ma profondamente umana dei rapporti.
- Pasolini ribadisce comunque di non parlare solo di sé, ma della televisione e del potere in sé.
Key Terms & Definitions
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Televisione come medium di massa
- Mezzo di comunicazione che raggiunge simultaneamente grandi masse, producendo mercificazione, alienazione e rapporto gerarchico emittente–spettatore.
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Discorso “ex cathedra”
- Modalità di parlare dall’alto di una cattedra, con autorità indiscutibile, anche quando mascherata da finta democraticità.
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Omologazione / acculturazione
- Processo per cui differenti culture e modi di vita vengono resi uniformi, perdendo specificità storiche e locali.
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Civiltà dei consumi
- Sistema sociale basato sull’espansione dei consumi, che impone modelli di vita standardizzati e piccolo-borghesi.
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“Vero fascismo” (secondo Pasolini)
- Potere attuale della società dei consumi che, attraverso strumenti come la televisione, distrugge le realtà particolari italiane.
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Ferocia del potere
- Capacità del potere di esercitare violenza, sia nella forma tradizionale (campi, guerre) sia in forme nuove, ambigue e rassicuranti.
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Clima di terrore
- Situazione in cui nessuno può pronunciare parole scandalose o veramente vere, per paura delle conseguenze.
Action Items / Next Steps
- Rileggere con attenzione i passaggi in cui Pasolini definisce la televisione più feroce dei vecchi strumenti di potere.
- Confrontare la sua analisi della società dei consumi con altre critiche contemporanee dei media di massa.
- Approfondire il rapporto tra omologazione culturale e perdita delle culture locali italiane nel dopoguerra.
- Discutere in classe se la definizione di “vero fascismo” applicata al consumismo sia condivisibile o eccessiva.