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Storia dell'Unità d'Italia

Buongiorno a tutti, oggi parleremo dell'Italia unita. Per cominciare vediamo la situazione dell'Italia dopo i moti del 1848. L'Austria aveva ripreso il controllo dell'Italia, tanto che veniva definita la Gendarme della Penisola. Visto che continuava a esercitare un regime poliziesco e a limitare la libertà di stampa, vi ho riportato l'immagine dell'arresto di Silvio Pellico. In Italia dunque il regno di Sardegna, governato dai Savoia, rimaneva l'unico veramente indipendente. Aveva anche delle caratteristiche positive, cioè aveva mantenuto lo statuto albertino, la costituzione che era stata concessa nel 1848, lasciava una discreta libertà di stampa e proprio per questo motivo diversi patrioti in fuga dagli altri stati italiani venivano ospitati in Piemonte. L'artefice dell'unità d'Italia può essere considerato Cavour, Camillo Benso, conte di Cavour, che nel 1852 diventa proprio primo ministro del Regno di Sardegna. Egli riesce ad ammodernare il Piemonte anche grazie al connubio, che altro non è che un accordo tra il centro-destra, di cui Cavour era rappresentante, e il centro-sinistra di Rattazzi. In poche parole, attraverso questa alleanza parlamentare, Cavour riesce a introdurre una politica liberista all'interno del Piemonte. Tra le soluzioni più importanti adottate durante il suo governo c'è la stipula di trattati commerciali con paesi stranieri, il miglioramento dell'agricoltura, soprattutto attraverso la costruzione di canali, e l'ampliamento della rete ferroviaria. Cavour intuisce anche che il Piemonte non può unire l'Italia se non intesse dei rapporti con le grandi potenze. C'è bisogno soprattutto che Gran Bretagna e Francia appassionino la sua regione. approvino l'unità d'Italia, anche e soprattutto per limitare il potere dei loro grandi nemici, soprattutto l'impero austriaco. Ecco allora che Cavour decide di partecipare con il Piemonte alla guerra di Crimea. Questa è una delle tante guerre che vengono combattute alla metà dell'Ottocento, nel tentativo dell'impero russo di trovare finalmente lo sbocco sul Mediterraneo che stava cercando. Il Regno di Sardegna manderà 18.000 soldati in Crimea e contribuirà alla vittoria definitiva di Francia, Gran Bretagna e Impero Ottomano sulla Russia. Vi ho riportato anche una fotografia, questi sono soldati zuavi al servizio dell'esercito francese che hanno conquistato Sebastopoli. La guerra in Crimea infatti è stato il primo conflitto bellico fotografato. I trattati di pace verranno ratificati al congresso di Parigi. dove Cavour per la prima volta porta il Regno di Sardegna a partecipare al Tavolo dei Grandi. Di per sé il Piemonte non ottiene niente, se non la possibilità di presentare a tutti la questione italiana, cioè la necessità del Regno di Sardegna di unificare l'Italia. L'unità d'Italia era sempre stata l'idea dei patrioti democratici, che continuano anche dopo i moti del 1848 i loro tentativi di insurrezione. I più famosi sono quelli di Pisacane a Sapri e l'attentato di Felice Orsini. Pisacane voleva liberare l'Italia del Sud approfittando anche delle insurrezioni popolari. A bordo di un piroscafo aveva liberato degli ergastolani a Ponza e si era poi diretto a Sapri. Purtroppo non aveva trovato l'appoggio delle masse popolari in cui tanto sperava. perché i contadini, ingannati dalla propaganda del regno delle due Sicilie, considerarono Pisacane e i suoi come dei briganti e quindi li trucidarono a colpi di zappa e di roncola. Felice Orsini invece era un patriota italiano che aveva organizzato un attentato a Napoleone III. Aveva costruito delle bombe rudimentali e con l'aiuto di altri patrioti le aveva lanciate in direzione della carrozza di Napoleone III. Aveva provocato una strage uccidendo credo una dozzina di persone ferendone più di 150. L'imperatore di Francia ne era uscito indenne in quanto la propria carrozza era blindata. L'attentato però ha un vantaggio, permette a Cavour di convincere Napoleone III che ormai i tempi sono maturi per l'unificazione d'Italia, un'unificazione che Cavour garantirà avvenire nel rispetto delle monarchie nazionali, e quindi senza lasciare spazio ai democratici che avrebbero potuto subillare nuove rivoluzioni non solo in Italia ma anche in Francia. Cavour e l'imperatore di Francia si incontrano segretamente a Plombierre nel 1858 e stipulano un accordo. Se l'Austria attaccherà il Savoia, la Francia entrerà in guerra con il Piemonte. Per disturbare l'impero austriaco, Cavour fa ammassare le truppe al confine con l'Austria e nel frattempo ospita contingenti di patrioti che si stanno riunendo in Piemonte da tutte le parti d'Italia. L'Austria, infastidita da queste manovre poco chiare, manda un ultimatum all'Italia. Cavour non risponde. e l'Austria allora, nell'aprile del 1859, dichiara guerra al regno di Sardegna. Con l'aiuto dei militari francesi e diverse formazioni di patrioti, ad esempio Garibaldi con i suoi cacciatori delle Alpi, l'esercito Sabaudo riesce a vincere a Magenta, Solferino e San Martino, avanzando in territorio lombardo e dirigendosi verso il Veneto. Nel frattempo nell'Italia centrale ci sono delle insurrezioni popolari, In Toscana, in Emilia e in Romagna i patrioti prendono il potere e creano dei governi provvisori. A questo punto Napoleone ha paura, teme che il Piemonte si rafforzi troppo e quindi ritira le sue truppe e firma l'armistizio di Villafranca. È luglio del 1859. Il Piemonte viene anche trattato male, nel senso che all'armistizio neanche viene chiamato a partecipare. Ai Savoia viene ceduta solamente la Lombardia e c'è quindi una grande delusione. Nonostante tutto i governi provvisori in Emilia, in Romagna e in Toscana rimanevano in carica. Cavour allora fa una mossa che sarà poi criticata. C'è Denizia e la Savoia che facevano ancora parte del Regno di Sardegna alla Francia e in cambio ottiene l'autorizzazione di Napoleone III a chiedere dei plebisciti. I plebisciti non sono nient'altro che votazioni popolari che chiedono se Toscana, Emilia e Romagna vogliono essere annesse al Regno di Sardegna. I pepe sciti hanno esito positivo e all'inizio del 1860 il regno di Sardegna è così composto. Val d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia, Romagna e Sardegna. Per completare l'unità d'Italia bisogna ancora conquistare il centro e il sud dello stivale. Approfittando di diverse piccole rivolte che erano avvenute soprattutto in Sicilia, Garibaldi organizza una spedizione ai famosi mille e i garibaldini con la camicia rossa che il 5 maggio 1860 partono da Quarto e dopo aver fatto scalo a Talamone sbarcano a Marsala. L'idea originaria di Garibaldi era quella di puntare subito su Roma, ma Cavour temeva il disastro internazionale, soprattutto perché, vi ricordo, il Papa era protetto da Napoleone III. Approfittando dell'aiuto della marina inglese, ma soprattutto della disorganizzazione dell'esercito borbonico, Garibaldi risale la Sicilia facendosi anche aiutare dai rivoltosi, sbarca poi in Calabria e in diverse vittorie risale tutta l'Italia del Sud, concludendo la sua impresa con la celebre battaglia del Volturno. Garibaldi è ormai giunto al confine con lo stato della chiesa e Cavour teme nuovamente che gli attacchi Roma. Con l'autorizzazione di Napoleone III dunque l'esercito del Piemonte scende nelle Marche e in Umbria e si ricongiunge a Teano con l'esercito Garibaldino. Vi ho riportato in questa immagine il celebre incontro di Teano. Garibaldi che si era dichiarato governatore dell'Italia del Sud in nome di Vittorio Emanuele II incontra il re di Sardegna e ufficialmente gli cede i territori conquistati. L'Italia è ormai unita e celebra la seduta del Parlamento di Torino il 17 marzo 1861 che dichiarerà ufficialmente la nascita del Regno d'Italia. Ma l'unificazione non è completa. All'Italia mancano il Veneto e il Lazio. Riusciremo a ottenerli nel giro di 5 anni sempre con l'aiuto del Regno di Prussia. Nel 1866 viene ottenuto il Veneto attraverso un accordo appunto con i prussiani. I prussiani volevano attaccare l'Austria per scacciarla dal territorio della Confederazione Germanica e procedere con l'unificazione della Germania stessa. Chiedono dunque all'Italia di attaccare l'Austria da sud in modo da impegnare una parte dell'esercito degli Asburgo. Nonostante l'esercito italiano venga sconfitto più volte, i prussiani dominano nella battaglia di Sadowa e impongono all'Austria di cedere al Regno d'Italia il Veneto. La conquista di Roma avviene ancora una volta grazie ai prussiani. I prussiani nel 1870 avevano attaccato Napoleone III ed erano giunti a Parigi, umiliando l'esercito francese. Approfittando del momento di difficoltà della Francia e sapendo che l'esercito di Napoleone III non poteva difendere il Papa, l'esercito italiano si dirige su Roma. Vi ho riportato una fotografia della celebre breccia di Porta Pia. attraverso la quale l'esercito italiano entra trionfalmente in Roma. Nasce dunque la questione romana, cioè il problema dei rapporti tra il Regno d'Italia e il Papa, che è stato spodestato. Verrà firmata la legge delle Guarentige, che significa appunto la legge delle Garanzie. In poche parole, il Regno d'Italia garantirà l'autonomia del Papa e l'extraterritorialità della città del Vaticano, concederà ampia libertà di azione al Papa, e non chiederà agli uomini di chiesa il giuramento di fedeltà al re. Il Papa Pio IX non gradirà comunque l'accordo, continuerà a considerarsi un prigioniero politico e addirittura pubblicherà un'enciclica dal titolo di Non Expedit in cui inviterà tutti i cattolici a non votare e a non partecipare alla vita politica del Regno d'Italia. I rapporti tra Regno d'Italia e Papa rimarranno tesi fino al 1929, quando con i patti lateranensi Mussolini farà un nuovo accordo con il Papa.